Il Nutri-Score, la nuova proposta di etichettatura in ambito europeo

Da qualche tempo il nuovo sistema di etichettatura promosso in ambito europeo, il cosiddetto “Nutri-Score”, è sulla bocca di tutti. Sviluppato in Francia da ricercatori universitari specializzati in nutrizione alimentare, si basa su un sistema a punteggio ideato con l’intenzione di semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare, aiutando in tal senso il consumatore a discriminare i prodotti sani da quelli “meno sani”.

Secondo il Ministero della Sanità francese, infatti, questo sistema di monitoraggio dovrebbe essere utile ad orientare i cittadini verso una dieta salutare e costituire così un concreto contributo alla lotta all’aumento di malattie cardiovascolari, l’obesità ed il diabete.
Oltre alla Francia, altri paesi come dapprima il Belgio e poi la Germania hanno accolto di buon grado la proposta; una petizione afferma l’intenzione di estendere il modello a tutta l’Europa.

Ma vediamo più da vicino come funziona: ad ogni prodotto viene assegnata un’etichetta basata sul criterio di applicazione di due scale correlate: una cromatica divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso ed una alfabetica (lettere dalla A alla E).
L’assegnazione del prodotto al livello corrispondente si basa su di un calcolo ponderato che tiene conto di 7 diversi parametri nutritivi calcolati su 100gr di cibo o 100ml di bevande.

Secondo tale logica di assegnazione, dunque, alcuni prodotti risulteranno a “semaforo verde” mentre altri saranno sconsigliati dal punto di vista nutritivo.

Tale sistema, tuttavia, non manca di sollevare molte critiche soprattutto su territorio nazionale.
Tale paradigma è stato infatti accusato di orientare le abitudini alimentari in modo fuorviante poiché, secondo importanti associazioni di rappresentanza del settore agricolo italiano, si concentrerebbe solo sul rilevamento di alcune sostanze cosiddette “dannose” come ad esempio lo zucchero, i grassi, il sale etc non prendendone in considerazione tipologia e classificazione e, cosa non di poca rilevanza, non terrebbe conto dell’abitudine di utilizzo dei prodotti da parte dei consumatori.
Non basandosi infatti sul concetto di “porzione” potenzialmente associata al prodotto in questione, tenderebbe a generare paradossi aventi come effetto quello di screditare diverse eccellenze gastronomiche italiane.

                                                                                                                                                                                  

Per citare un esempio tra tutti, basta menzionare il caso dell’olio di oliva: poiché valutato in senso assoluto per il quantitativo di grassi contenuti in 100ml di prodotto, risulta classificato al posto “D” della scala degli alimenti, in posizione nettamente inferiore a molti cibi pronti e precotti che sono presenti negli scaffali della grande distribuzione.
Questo risultato contraddittorio è reso possibile da un criterio che, come afferma l’allevatore Daniele Valcari dell’azienda “BioGold”, nostra rifornitrice di parmigiano reggiano da vacche rosse, “tiene conto del cosa ma non del come” un cibo viene prodotto e delle caratteristiche organolettiche ad esso associate. (v.link in fondo all’articolo)

In parole povere, il “Nutri-Score” mancherebbe di valutare il prodotto prendendo in considerazione il parametro della “qualità”, in cui rientrano senz’altro l’origine, le tecniche di produzione e trasformazione, la genuinità dei prodotti semplici e non lavorati e le proprietà intrinseche degli stessi (ad esempio la qualità dei grassi contenuti nell’olio di oliva, che sono senz’altro ottimi alleati per il nostro organismo).

Ancora una volta viene confermato come un serio e trasparente lavoro volto ad individuare la genuinità di un prodotto alimentare sia una ricerca complessa e trasversale che difficilmente si può sintetizzare in criteri semplicistici e talvolta ingannevoli di valutazione.
Per tale motivo noi della bottega Ruralis portiamo avanti un costante e continuo lavoro di approfondimento e di allargamento dei parametri di valutazione nel campo della produzione alimentare, continuando a porre interrogativi e questioni che ci consentano di comporre un quadro sempre più completo da trasmettere ai nostri clienti.

Per approfondire ti suggeriamo l’intervista di Filippo Barone:  https://www.raiplay.it/video/2021/04/Anni-20-Nutriscore-arriva-il-semaforo-degli-alimenti—01042021-8997546e-e843-4659-aec4-9b1bc77f5d66.html