Una politica del Cibo per Roma

Sabato scorso ci siamo recati presso la Cooperativa Agricola Coraggio, un progetto agricolo sorto su Terre Pubbliche in stato di abbandono sulla Cassia, per partecipare all’incontro sulla “Food Policy” di Roma.

Si parla, per l’appunto, di “politica del cibo”. Già diverse metropoli nel mondo e Milano come prima città italiana, hanno da tempo avviato strategie politiche per affrontare la tematica della produzione e fruizione del cibo nel contesto urbano.

Il sempre crescente concentramento di popolazione nelle città e il conseguente scollamento dalle campagne, ha interrotto la comunicazione e l’interazione tra chi produce e chi consuma generando una serie di paradossi.
In particolare per la città di Roma, che certo non può vantare di un disegno condiviso a livello istituzionale per potenziare il consumo di prodotti del territorio e promuovere lo sviluppo rurale, si è assistito, nel corso degli anni, ad una progressiva disgregazione dei numerosi produttori dell’agro romano che non riuscivano a colmare l’enorme bacino di consumatori della Capitale.
A fare da padrone nello scenario romano e provinciale sono allora i supermercati, che, rifornendosi attraverso piattaforme logistiche dedicate alla grande distribuzione, sono settati sull’ importazione dei prodotti alimentari, e non hanno certo un occhio di riguardo per la produzione locale.

 La “Food Policy” nasce allora con l’intento dichiarato di integrare lo sviluppo sostenibile all’interno delle politiche cittadine, in modo da indirizzare i modelli alimentari e agricoli verso un nuovo paradigma.
Per raggiungere questo obiettivo è oltremodo necessaria l’istituzionalizzazione di una politica alimentare che possa offrire un valido strumento per armonizzare i vari attori che ruotano attorno allo scenario cittadino favorendone l’integrazione.

E’ così che piccoli produttori locali, rappresentanti dei mercati rionali, organizzazioni che si battono per il riutilizzo di sprechi alimentari, gruppi di acquisto solidali, docenti universitari e privati cittadini si sono riuniti nella piazza verde di Borghetto San Carlo per festeggiare un’importante conquista avvenuta il 27 Aprile scorso: ovvero l’approvazione da parte dell’assemblea capitolina della delibera richiesta nel 2019 (qui il testo completo: https://www.associazioneterra.it/wp-content/uploads/2021/04/Deliberazione-Assemblea-Capitolina-n.-38-2021.pdf).

Terra Onlus! è l’associazione che ha promosso e sta guidando la campagna (qui il rapporto da loro redatto: https://www.associazioneterra.it/wp-content/uploads/2017/03/Una-Food-Policy-per-Roma.pdf), battaglia che vede la partecipazione di 50 organizzazioni e singoli individui che rappresentano il mondo della ricerca, della produzione e della società civile attivo sui temi dell’agricoltura, del cibo e della solidarietà nella Capitale, confluiti ora nel “Consiglio del Cibo” per la Food Policy di Roma.

Fabio Ciconte, dell’Associazione Terra Onlus!

       

Ma quali sono nella pratica gli obiettivi che si pone il Consiglio appena formato?

Lo scopo principale è quello di integrare le politiche già esistenti nel panorama capitolino individuandone i “buchi” normativi e facendo emergere le criticità che ostacolano una massimizzazione delle risorse locali.
Come è ben documentato nel rapporto, vi è il bisogno di innescare nuovi processi che favoriscano una “strategia alimentare urbana che metta al centro il diritto al cibo locale e di qualità, la promozione ed equa remunerazione del lavoro agricolo, l’accesso al mercato delle piccole imprese, l’adattamento al cambiamento climatico.”

Roma infatti, pur essendo il comune che vanta la superficie agricola più estesa d’Europa, rimane su molte questioni di approccio frammentato e settoriale; mira della Food Policy è allora quella di spingere le istituzioni a lavorare organicamente sul tema tenendo in mente alcuni pilastri fondamentali: equità di accesso ad una alimentazione sana, sviluppo rurale tramite il sostegno alle filiere locali, agricoltura sostenibile ed ecologica.

Noi di RuraliS, che nel nostro piccolo ci impegnamo ogni giorno a sostenere i produttori ed allevatori del territorio laziale, siamo più che mai consapevoli di quanto la costruzione di una rete e di una direzione comune a livello istituzionale sia essenziale perché il nostro sforzo sia inserito in un contesto più allargato e che dia luogo ad interventi più efficaci e duraturi, nonché replicabili su piccola e grande scala.

Ci auspichiamo allora che nei prossimi mesi si riesca davvero ad intessere un dialogo tra i vari aderenti all’alleanza della Food Policy per discutere insieme sugli strumenti e le indicazioni da offrire alla giunta capitolina al fine di accompagnare Roma ad una transizione verso sistemi alimentari più sostenibili.